Ciao consumatore, diamoci del tu!

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E dopo “condividi una Coca-Cola” arriva “Nutella sei tu: il buongiorno ha un nuovo nome, il tuo”. È questo il nuovo claim di Nutella che, sulla scia del successo delle lattine di Coca, proprio in questo periodo sta entrando a far parte dell’arena del marketing partecipativo. E viva l’originalità, visto che non è certo la prima volta che un’azienda si cimenta in questo genere di strategia di mercato: infatti si possono ricordare le bottiglie fai da te di Heineken, la già citata Coca-Cola in vendita con i 150 nomi più diffusi in Italia, i gelati Magnum personalizzati o i bicchieri da asporto di Starbucks col nome scritto sopra.

È la tecnica del debranding: marchi famosi ormai conosciuti al grande pubblico decidono di eliminare (tutto o in parte) il proprio nome dai prodotti offerti. Sono tutte strategie personalizzanti, o meglio, per dirla in “semiotichese”, strategie soggettivizzanti che fanno perno sull’importanza assegnata al ruolo del consumatore e sulla dimensione passionale del processo comunicativo. Infatti, con questo metodo, si cerca di creare un legame tra produttore e cliente, il quale è messo al centro dell’attenzione e al quale viene chiesto di compiere delle azioni, come condividere la Coca-Cola con qualcuno o scattare una foto con il barattolo personalizzato di Nutella.

Il cliente dunque diventa creativo e si trasforma in “prosumer”, cioè un mix tra produttore (producer) e consumatore (consumer). Nell’era della globalizzazione e del consumismo di massa, il consumatore cerca delle vie d’uscita per differenziarsi per uscire dalla produzione seriale e aderire alla molteplicità di gusti e tendenze personali. E, ovviamente, gli aiutanti in grado di realizzare tutto questo sono i social network, la vetrina planetaria che realizza il bisogno di esibizionismo di ognuno di noi e con un click ci permette di condividere la foto con il nostro prodotto personalizzato. Così, il consumatore, devoto al must dell’apparire, ha l’illusione di essere il protagonista.

Dopodiché inizia il passaparola tra gli utenti in rete, le foto diventano virali, il marchio accresce la sua brand image, i consumatori si fidelizzano sempre di più e infine l’azienda aumenta i suoi volumi di produzione e chiude il bilancio in positivo. Facile no?! È un metodo semplice, a basso costo, virale, commerciale ed emozionale. Ecco perché, sempre più spesso, le aziende adottano e cavalcano questo trend.

È come se queste aziende ci stessero dicendo: non siete delle semplici matricole, dei numeri o dei codici a barre. Siete persone, ognuna con caratteristiche proprie e qualità distintive. Avete sentimenti, emozioni e un cuore palpitante. Siete Marco, Giovanna, Laura e Roberto. Siamo lieti di conoscervi e, per favore, diamoci del tu. Però adesso scattatevi una foto col nostro prodotto, mettetela online e fateci pubblicità. Grazie e alla prossima.

Pensateci bene… tra azienda e consumatore, chi è che, ancora una volta, tiene le fila del gioco?