No anorexia: campagne shock contro l’anoressia

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L’agenzia brasiliana Star models e dalla Revolution Brasil ha realizzato una campagna di sensibilizzazione contro l’anoressia davvero scioccante. Gioca sulla relazione inquietante tra il disegno e la realtà.

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Infatti, con il messaggio “You are not a sketch. Say no to anorexia” (“Non sei un disegno. Dì no all’anoressia”), la campagna propone una modella versione in carne e ossa affiancata da uno sketch, simile a quelle sagome disegnate dai creatori di moda per presentare gli abiti.

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Le immagini hanno fatto subito il giro del web e adesso stanno già facendo discutere. C’è chi è a favore della campagna e chi invece ne mette in dubbio la sua efficacia.

La stessa cosa accadde già nel 2007 quando Oliviero Toscani lanciò la sua campagna anti-anoressia, scuotendo le coscienze di tutti grazie all’immagine della modella Isabelle Caro, che allora pesava 31 Kg. La pubblicità fece molto parlare del brand e ancor di più di Toscani, ma l’allora ministro della Salute Livia Turco ne dispose la cessazione. Ancora una volta si parla di mercificazione del corpo della donna, del dolore e dei sentimenti da parte di una marca. È giusto utilizzare una persona malata, con disturbi sia fisici che psicologici, per scopi pubblicitari? Non è forse un modo per insultare la dignità della persona?

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Alcuni sostengono la tesi secondo la quale l’utilizzo di queste immagini di modelle scheletriche è suscettibile di indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie. A questo punto viene da chiedersi, com’è possibile che un corpo così repellente e anti-femminile induca fenomeni di emulazione? E in che modo una campagna pubblicitaria così costruita può sensibilizzare le persone? Due sono le considerazioni da fare:

  1.  chi non è malato di anoressia e vede queste immagini forti ne rimane scioccato, ma non le immagazzina nella memoria e anzi fa di tutto per rimuovere immediatamente queste immagini ripugnanti;
  2.  chi invece soffre del grave disturbo non vede il reale stato di deperimento delle modelle, ma addirittura cercherà di emularle per ottenere un corpo ancora più magro e quindi, secondo loro, perfetto.

Purtroppo molte di loro non arriva neanche a quel livello assurdo di magrezza, perché spesso muoiono prima. Quelli che state vedendo non sono corpi anoressici, ma corpi poco prima della morte.

(Questo articolo è stato pubblicato oggi anche su 055firenze.it).

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