Grande Fratello, cybersicurezza e diritto alla privacy

big-brother-is-watching-you

«Big Brother is watching you». Così recitavano i cartelloni che tappezzavano la distopica città di Orwell in 1984. Il Grande Fratello è ormai diventato la metafora per descrivere un sistema capace di controllare le persone e tutta l’informazione messa in circolazione dai media. Orwell si riferiva ai totalitarismi fascista, nazista e comunista. Oggi, invece, nel Grande Fratello ci possiamo far rientrare di tutto: dai reality show, alle grandi multinazionali, dai finanziatori della stampa, agli speechwriter, dalle telecamere nei luoghi pubblici, ai GPS del cellulare. Al giorno d’oggi siamo costantemente monitorati, tenuti sotto controllo, spiati. Infatti, pochi giorni fa, il Guardian e il Washington Post ci hanno informato che il Grande Fratello è americano e si chiama Prism.

Prism è un progetto messo a punto dall’intelligence americana in grado di accedere direttamente ai dati di alcune delle più grandi società informatiche del mondo, come Microsoft, Google, Facebook, Apple, Yahoo, Skype e YouTube. Questo sistema consente di effettuare ricerche e analisi su singole persone ed eventualmente segnalare delle possibili minacce. In pratica, è un enorme sistema di sicurezza che permette all’FBI o all’NSA (National Security Agency) di esaminare ogni tipo di comunicazione digitale che transita attraverso i server statunitensi, molto spesso utilizzati anche dal resto della popolazione mondiale. Password, username, audio, video, fotografie, e-mail, documenti… è tutto sotto controllo.

Il programma Prism è stato definito uno degli strumenti più efficaci nel 2012 in materia di sicurezza. Ma come è possibile conciliare questa cybersicurezza con il nostro diritto alla privacy? Se il traffico della comunicazione viene controllato normalmente dagli americani, come possiamo far valere il nostro diritto alla libertà personale? Dove va a finire il nostro diritto di avere una sfera privata inviolabile garantita e riconosciuta dalla nostra Costituzione?

Articolo 13 (o Quarto Emendamento per gli USA) e Codice per la privacy, riservatezza e trasparenza. La partita si gioca tutta qui, in bilico tra queste due esigenze: da una parte il diritto dei cittadini a non veder violata la loro sfera personale, dall’altra la necessità di sorveglianza elettronica da parte dello Stato.

Occorre trovare il giusto contemperamento tra il Grande Fratello del web e la nostra vita libera. Perché «dove non v’è libertà non può esservi legalità» (Piero Calamandrei).

(Questo articolo è stato pubblicato oggi anche su 055firenze.it)

2 thoughts on “Grande Fratello, cybersicurezza e diritto alla privacy

  1. Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senzaltro a sperimentare quanto avete indicato c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...