Dove c’è Barilla, c’è caos

BVFCWGdCMAAqFSA

In questi giorni si è discusso molto delle affermazioni di Guido Barilla e delle conseguenti reazioni che si sono scatenate sul web (vedi l’hashtag #boicottaBarilla che è entrato subito nella top ten delle tendenze su Twitter). Per chi se le è perse queste sono state le parole di Barilla in risposta al conduttore de La Zanzara: «Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia gay perché noi siamo per la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri».

In merito alla questione, che ha suscitato tanto polverone nell’opinione pubblica, le domande da porsi sono le più svariate: è contro gli omosessuali? È omofobo? Qual è la definizione di famiglia tradizionale? E le coppie di fatto, divorziate o ricostruite? È una forma di discriminazione? O ha espresso una sua opinione personale nel pieno dei suoi diritti? È la condotta dell’intera azienda? Ecc., ecc. Ma qui ci concentreremo più sul piano dell’espressione piuttosto che su quello del contenuto. E facendo un’analisi in quattro e quattr’otto non ci si mette molto a capire che Barilla, grande manager di una famosa multinazionale in tutto il mondo, ha commesso un grosso errore comunicativo, che probabilmente andrà ad incidere sui futuri profitti dell’azienda e sull’immagine dell’intero brand.

Perché? Beh, intanto stiamo parlando di una tematica che possiamo definire “wedge issue”, ovvero un argomento divisivo che da sempre crea polarizzazioni e schieramenti opposti nel nostro Belpaese. Ma l’errore principale (e qui arriviamo al punto) è stato quello di affermare pubblicamente di non voler mettere una famiglia gay nelle loro pubblicità, perché loro sono per la famiglia tradizionale. Opinione più che legittima, certo (anche se mi chiedo… ma un’azienda, per sopravvivere, non dovrebbe rivolgersi a tutti? L’omofobia non è mai stata una strategia di marketing particolarmente redditizia, ma vabè, affari sua). Il problema è il “noi siamo per la famiglia tradizionale”. Noi chi? È proprio questo noi inclusivo che stona. È un’opinione personale del proprietario, applicata a una marca. Quindi non meravigliamoci se poi i consumatori che non si rivedono in queste idee decidono di cambiare pasta sulla tavola. Adesso tutti i valori positivi associati al brand si sono persi e parte del pubblico faticherà a riconoscersi in Barilla. Il “noi” che prima era inclusivo, ora è diventato esclusivo.

Concludo citando un frammento di articolo che ho letto sul Corriere della Sera: «Alla piccola famiglia degli anni ’80 bastava il mulino per risuonare nei cuori degli italiani. Alla attuale famiglia liquida, frammentata, ricomposta occorrerà rispondere con narrazioni adeguate, capaci di coglierne il senso profondo».

Ed è proprio così che la pubblicità potrebbe salvarci dagli stereotipi: non più guardando alla nostalgia dell’edulcorato passato o anticipando il cambiamento futuro. Ma provando ad essere semplicemente lo specchio (non distorto) della realtà.

6 thoughts on “Dove c’è Barilla, c’è caos

  1. Pingback: Coming out a tavola | Dis.agree

  2. Pingback: Cani di distrazione di massa | Dis.agree

  3. Iso non vorrei contraddirti, ma per rispondere alla domanda “un’azienda, per sopravvivere, non dovrebbe rivolgersi a tutti?”: assolutamente no. è contro ogni legge di mercato il “rivolgersi a tutti”. Ogni azienda deve trovare un target di destinatari per il proprio prodotto e pubblicizzarlo al meglio per quel target. Se provi a vendere a tutti fallisci quasi sicuramente.

    Cmq, sull’argomento in questione: sarà una mia opinione, ma il povero sig.Barilla non ha detto niente di male. Se lui (e volendo tutta la ditta) pensa che non sia un bene (per i profitti, per l’immagine, per una questione morale?) usare famiglie gay nelle pubblicità, cosa c’è di sbagliato? Questo caos che ha suscitato mi fa confermare quanto mi veniva da dire già con situazioni simili del recente passato, ossìa: omofobia? Ormai è morta da un pezzo! Il problema vero è che stiamo diventando una società eterofoba! Ogni forma di comunicazione deve essere palesemente gay o esplicitamente omofila, altrimenti sei lapidato.

    Addio alla libertà di pensiero ed espressione dello stesso.

    Mi piace

  4. A me la cosa di boicottare la pasta Barilla non piace. Tutte le aziende decidono cosa e come comunicare, il loro target, la comunicazione. Quella di Barilla è sempre stata tradizionale trovo che quello che ha detto sia stato strumentalizzato. Ha detto di essere d’accordo con i matrimoni gay ma che uno spot Barilla con due gay non lo farebbe, Barilla ha un concetto di famiglia tradizionale. Non mi pare nulla di sconvolgente. Anche gli altri non fanno spot con famiglie omosessuali, non vedo mamma e mamma che cambiano pannolini o due uomini che si regalano i Baci Perugina Semplicemente, sono più furbi di Guido Barilla e stanno zitti. La sua colpa è stata quella di dirlo e di dirlo usando espressioni infelici. C’è chi si rivolge alla famiglia tradizionale, chi al tifoso rozzo e così via, ma nessuno te lo viene a raccontare fuori da un’agenzia di pubblicità. Può non piacere ma è così. Del resto, Barilla e chi fa pubblicità per Barilla fa, appunto, pubblicità, non politica. Mi preoccuperei se Guido Barilla non assumesse lavoratori gay nella sua azienda, mentre immagino che ce ne siano molti e immagino pure che l’idea del boicottaggio non li entusiasmi per niente. Io continuerò a comprare la pasta Barilla, se capita, e vi dirò di più: continuerò a guardare i loro spot con famiglie in cui non mi riconosco perchè non vedo gay ma non vedo manco donne single che cenano con i figli.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...