Ma le elezioni… si vincono vincendole?

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«Le cose cambiano, cambiandole». È lo slogan scelto da Giuseppe Civati per la corsa alla nuova segreteria del Partito Democratico. Neanche a dirlo in rete è partita subito l’ironia, o meglio, la parodia. Come ad esempio il “generatore automatico di slogan di Pippo Civati”, ideato dal blogger Alessandro Capriccioli. Facendo click sul refresh, la pagina ti tira fuori slogan come:

La panna monta, montandola.
L’acqua bolle, bollendola.
Le trombe suonano, suonandole.
Il tempo passa, passandolo.
Gli assegni girano, girandoli.
La carta igienica finisce, finendola.

Insomma, la fiera dell’ovvio e della banalità. A me inizialmente le frasi hanno strappato una risata, ma poi ci ho ripensato bene e mi sono accorta che, in fondo in fondo, non sono poi così lontane dalla realtà. Seguo Civati già da diverso tempo sia sul suo blog che su Twitter e Facebook, spazi digitali in cui il politico è molto attivo. E ad ogni suo nuovo “cinguettio” non posso fare a meno di notare i suoi neologismi: sul blog è Ciwati, sui link è civoti.it e ha addirittura il “CivaCalendar”. Insomma, tutte espressioni degne di “i petardi esplodono, esplodendoli”, oppure, Civati, fattelo dire, lo slogan è banale, banalizzandolo!

Eppure qualche esempio di buona comunicazione politica durante le campagne elettorali c’è stato. Adci (Art Directors Club Italiano), in questo slideshow, ha messo insieme queste idee semplici, ma allo stesso tempo concrete, per far capire che non bastano faccioni di politici su carta patinata o frasi a effetto per parlare ai cittadini. C’è un intero mondo di possibili discorsi da trasmettere agli elettori e, spesso, questo è la via giusta per stabilire un buon dialogo. Solo così il politico può avvicinarsi all’elettore e a conquistare la sua fiducia.

Eppure non sembra neanche troppo difficile. Io la ricetta per una buona comunicazione politica la farei così:

1. Procurarsi un’idea forte
2. Dare forma all’idea, magari in modo chiaro, nuovo e originale
3. Mettere in pratica l’idea
4. Tagliare a fette e servire ai cittadini

Ma, come sempre, i politici italiani, se riescono a superare il punto 1 e 2, poi si bloccano inevitabilmente al punto 3. È più forte di loro.

3 thoughts on “Ma le elezioni… si vincono vincendole?

  1. Pingback: Primarie PD: istruzioni per l’uso | Dis.agree

  2. Esattamente! La tua analisi rispecchia alla perfezione tutto quello che ho pensato io spulciando tra i canali di Civati.. Effettivamente questa sua carenza comunicativa potrebbe essere dovuta a una mancanza di mezzi.. Se si guarda ai big della politica sappiamo entrambe che dietro ci sono milioni di fatturato ad agenzie ad hoc.. Poco male tuttavia.. Non sembra affatto che Civati sia pronto a lottare per la corsa congressuale come farebbe Renzi o come lo stesso Cuperlo (che è il prodottino dei grossi del suo partito). Mi rammarica e non poco la sua debolezza..Staremo a vedere!😉

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    • Sì, è che spesso le risorse a disposizione sono troppo poche e l’ultimo settore in cui si investono è proprio quello della comunicazione. I tempi sono sempre brevissimi, c’è nervosismo, ansia di apparire, indicazioni date male, obiettivo di fare slogan più inclusivi possibili. Da tutto questo mix ne viene fuori quello che vediamo e leggiamo oggi!

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