Cani di distrazione di massa

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C’era un poeta latino (Giovenale) che scrisse: «duas tantum res anxius optat, panem et circenses» che, tradotto, viene fuori qualcosa del genere: «[il popolo] desidera ansiosamente solo due cose, pane e giochi circensi». «Panem et circenses». Ma oggi suona meglio «canem et circenses». Perché?! Non perché negli ultimi vent’anni i nostri politici “menano il can per l’aia”, no (beh, in realtà sì, ma magari ne parliamo un’altra volta). E nemmeno perché le opposte fazioni politiche si rincorrono come cani e gatti (anzi, tutt’altro! Vedi “larghe intese”). Il motivo è Dudù.

Chi è Dudù?! Se non sapete ancora chi è vuol dire che non siete al passo con i tempi, perché è il cane più chiacchierato del momento. È ormai diventato una celebrità in tutta Italia, viene fotografato, è sempre su tutti i giornali, ha blog e tantissimi articoli a lui dedicati. È l’indiscusso protagonista delle cronache politiche attuali. È lui, Dudù, il barboncino di Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, l’attuale fidanzata. Fedele compagno del Cavaliere, ha accesso a tutte le stanze delle sue innumerevoli case. Si dice che ancora non abbia imparato dove fare i bisognini, ma Berlusconi ci assicura che «è un cane intelligentissimo, gli manca solo la parola». Indiscrezioni rivelano che se avesse parlato, a quest’ora avrebbe già ottenuto un posto a Palazzo Chigi, magari in sostituzione di Alfano. Quando non è impegnato in servizi fotografici o talk show, Dudù fa compagnia a Berlusconi rallegrando le sue intense e travagliate giornate post condanna.

Su L’Espresso Dudù scrive un diario giornaliero riportando gli innumerevoli articoli della stampa cartacea e digitale in cui compare. Alcuni esempi? “Dudù e mamma Trilly, Chi incontra la famiglia del cane di Berlusconi e Pascale, “Dudù, le foto segrete del cane di Berlusconi”, “Dudù da cagnolino a giornalista: ora scrive per L’Espresso”, “Il nuovo segretario di Forza Italia sarà Dudù?”. Oppure la lettera pubblicata su Il Giornale dal titolo “Sono Dudù, per favore lasciatemi in pace”. E chi più ne ha più ne metta. Insomma, in poco tempo il barboncino è entrato prepotentemente a far parte di tutta la stampa e la televisione. Un fenomeno nuovo mai visto in politica. La nuova frontiera del ridicolo.

Tutto ciò ricorda il genere del politainment, termine inglese che unisce la politica (politics) e l’intrattenimento (entertainment). O forse tutto questo interesse mediatico per Dudù non è altro che un metodo per far distogliere l’attenzione del pubblico dalle questioni più importanti del nostro Belpaese (come ad esempio una crisi economico-finanziaria senza precedenti o il baratro in cui è caduto il nostro sistema politico-istituzionale). Notizie di distrazione di massa. Non-notizie degne del salotto di Barbara D’Urso e dei suoi ospiti politicanti. Abracadabra, i fatti scompaiono e i media disinformano. Questo perché, come spiega il linguista statunitense Chomsky, «l’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti».

Dunque, nell’era del sovraccarico mediatico e dell’infobesità, l’obiettivo è farci tenere la mente sempre occupata. E non importa se sia occupata da Dudù, dalla questione Barilla, dal caso Pomì, da X-Factor o dall’ultima kermesse di Renzi alla Leopolda. L’importante è impedire al pubblico di pensare ai fatti importanti e ai problemi reali del Paese.

E allora, forse, tra altri vent’anni, l’immagine che ricorderemo di questi giorni, non sarà la crisi o il sistema politico a pezzi. No. Forse ci rimarrà impressa l’immagine di un cane su una copertina di un settimanale o sullo schermo della tv. E allora lì, proprio in quel momento, saremo davvero consapevoli che l’Italia ha toccato il fondo e che, più in basso di così, c’è solo da scavare.

[Questo articolo è stato pubblicato anche su Mediumevo]

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