E se c’ero dormivo

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Nelle ultime settimane si è parlato tanto di rifiuti tossici, Terra dei fuochi, trattative Stato-Mafia. Proprio perché di recente sono state rese pubbliche le dichiarazioni del boss pentito dei Casalesi, Carmine Schiavone, sullo smaltimento illegale dei rifiuti tossici e radioattivi che avvelenano il casertano e che alimentano i profitti del buisness dell’ecomafia. Per evitare elevati costi di smaltimento si ricorre a metodi illegali. Così, si sotterrano o si bruciano rifiuti di ogni genere. Tutto è dato alle fiamme. E la terra si trasforma letteralmente in Terra dei fuochi e diventa un inferno, sia sopra che sotto.

Le parole del boss, pronunciate nel ’97 davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo rifiuti, erano coperte da segreto di stato e solo qualche giorno fa sono state portate alla luce. Le Iene lo hanno spiegato bene in questo servizio.

Sì, proprio così: lo stato (con Napolitano come ministro dell’Interno) nel ’97 appose il segreto di stato ai documenti di Schiavone contenenti le confessioni sui rifiuti seppelliti in Campania. Dichiarazioni tipo «tra vent’anni moriranno tutti di cancro». Ma si sbagliava. Come ha detto Saviano, «gli abitanti della Terra dei fuochi sono già morti. Civilmente morti».

Tante le responsabilità politiche e giudiziarie di questo disastro ambientale (e umano), ma la cosa che fa inorridire di più è il comportamento dello stato. Quello che prima si chiamava stato interventista adesso si potrebbe meglio chiamare stato assenteista. Sì, perché è un’istituzione ferma, immobile, che non agisce per risolvere la situazione. Anzi peggio. Mette tutto a tacere.

È un po’ come se ci dicessero: «Andate via signori, non c’è niente da vedere», e intanto gente innocente muore di tumore. È la politica del “non vedo, non sento, non parlo”. O del “non c’ero e se c’ero dormivo”. Così, l’omertà dilaga e la nostra fiducia nelle istituzioni sprofonda.

Ma perché? Perché privano ogni cittadino del diritto ad essere informato? Come mai viene sempre messo tutto a tacere? Ciò che serve, prima di tutto, è una comunicazione diversa, chiara e trasparente. In tal modo, oltre al rispetto della Costituzione, si otterrebbe un punto di partenza per combattere l’illegalità di questo Paese malato. Un Paese nel quale l’eroe si allea con il nemico. È la famigerata trattativa tra Stato e Mafia, due facce della stessa medaglia. Un’alleanza che diventa il simbolo (e l’ossimoro) più doloroso che incatena il Paese al suolo. E lo avvelena.

Proprio ieri, però, sembra che qualcosa si sia mosso. Per la prima volta le istituzioni nazionali hanno affrontato l’emergenza Terra dei fuochi. Tre i punti principali del nuovo decreto legge: 1) bruciare rifiuti è reato e chi appicca roghi a cumuli di rifiuti tossici abbandonati rischia da due a cinque anni di carcere. 2) Se non viene consentito all’autorità giudiziaria di effettuare controlli, i terreni verranno catalogati come zone no-food. 3) Infine, sono destinati 600 milioni di euro alla bonifica dei territori.

E finalmente. Finalmente la Terra dei fuochi può riprendersi, se non un presente, almeno un futuro dignitoso.

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