Una crisi è per sempre

La crisi finirà. O meglio… la crisi finirà?

La crisi, prima solo finanziaria poi anche economica, è ormai qualcosa che fa parte del nostro mondo postmoderno. Qualcosa di connaturato. È quel pensiero fisso che ci accompagna tutti i giorni, che non ci permette di stare sereni, che ci blocca ogni spirito di iniziativa. L’angoscia si sostituisce alla lucidità.

In questo mondo fluido, precario ed effimero, in cui i rapporti tra persone sono evanescenti e in cui nulla lascia traccia, la crisi sembra l’unico fatto permanente che non vuole abbandonarci.

«Ma prima o poi finirà questa crisi, no?!». È la domanda che tutti si fanno. E i giornali, i siti web, le televisioni cercano di dare delle risposte (non sempre soddisfacenti).

Chi vivrà vedrà. Rino Gaetano docet.

(Click per ingrandire)

5:2009(La Stampa, 2009)

2009(Corriere della Sera, 2009)

2010(Euronews, 2010)

2011(Panorama, 2011)

2012(L’Espresso, 2012)

22:02:13(TGCOM24, 2013)

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Chi offre di più?

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Cinque, sei, sette… chi offre di più?!

Nel decalogo del giornalista (sentenza n. 18 ottobre 1984, n. 5259) si dice che una notizia deve rispondere a tre requisiti per esser considerata tale:

1) la verità dei fatti (oggettiva o putativa);

2) l’utilità sociale della notizia, cioè l’interesse pubblico che suscita;

3) la continenza formale, ossia la corretta e civile esposizione dei fatti.

In assenza di uno di questi tre requisiti il diritto di cronaca non sussiste e la libera manifestazione del pensiero garantita dall’articolo 21 della Costituzione diventa un atto illecito.

Adesso riguardate l’immagine.