[Off-topic] Vita da mamme

Off-topic per il giorno della festa della mamma: l’Italia è un Paese per mamme?

La maternità è una cosa bellissima, ma spesso in Italia viene vissuta come un fardello: tra crisi economica, asili costosi e mobbing da maternità sul lavoro, le mamme si sentono sempre più sole.

(Foto by Blogguerilla)

(Foto by Bloguerilla)

Essere mamma è la cosa più bella del mondo. È quanto pensano la maggior parte delle mamme, ma quanti sacrifici fanno per essere tali? Da un giorno all’altro la loro vita cambia, si trasforma: la priorità diventa il bambino che ha bisogno di tutto. Non parla, ma urla, piange, mangia e dorme. E la mamma deve essere sempre lì pronta ad intervenire se qualcosa non va. La vita prima del parto sembra un ricordo lontano. Spesso le notti insonni si sostituiscono a una carriera lavorativa brillante.

Sì perché la maternità può far perdere il lavoro: circa l’8% delle lavoratrici subisce discriminazioni sul lavoro in conseguenza del fatto di avere un bambino. È il cosiddetto mobbing da maternità. Molte non ce la fanno e abbandonano la carriera dopo aver partorito. Le più fortunate hanno dei paracaduti, come i nonni, mentre chi se lo può permettere manda il bambino al nido o chiama la baby-sitter. Una recente indagine Istat rivela che non va al nido il 79,3% dei bambini tra 0 e 2 anni. È troppo caro. Sono davvero poche le famiglie che possono permettersi l’asilo nido a tempo pieno.

La situazione in un Paese come il nostro non è delle migliori. La crisi economica incide molto sulla decisione di fare o meno un figlio, perché la spesa media per un figlio che ha meno di 10 anni si aggira sui 300 euro al mese e le famiglie che hanno due o tre bambini arrivano a spenderne anche 1000. Per mantenere un bambino servono soldi, ma per guadagnare soldi bisogna avere un lavoro. È circolo vizioso da cui non se ne esce. La conciliazione maternità-lavoro in Italia è molto più difficile rispetto a molti altri Paesi europei, soprattutto quelli nordici. Al nord Europa, infatti, la partecipazione femminile alla forza lavoro è tra le più alte al mondo e gli investimenti negli asili nido sono una delle priorità dello Stato.

Alle difficoltà economiche si aggiunge anche la sensazione di solitudine. Le mamme si sentono sole, abbandonate a loro stesse. Una su quattro dichiara che la cosa che la fa soffrire di più è l’indifferenza degli altri di fronte alle proprie difficoltà.

È così che il tasso di natalità in Italia è tra i più bassi del mondo: da 2,4 figli per donna nel 1970 a poco più di 1,1 alla fine degli anni Novanta. Questo significa che il nucleo familiare è sempre più spesso costituito da padre, madre e un solo figlio. E non solo. Quest’unico figlio viene concepito sempre più tardi (in media attualmente le mamme partoriscono a 31,4 anni).

Insomma, l’Italia non è un Paese per mamme? La società sembra non voglia ascoltare le mamme d’Italia e aggancia la maternità allo stereotipo della mamma sofferente che deve fare sacrifici per far crescere il bambino nel migliore dei modi. Mamme con pochi riconoscimenti sociali, con soli doveri e pochi, pochissimi, diritti.

E forse in questo caso non vale il detto “di mamme ce n’è una sola”. Di mamme ce ne sono tante e lo Stato non può stare a guardare.

(Questo articolo è stato pubblicato oggi su 055firenze.it)

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Una crisi è per sempre

La crisi finirà. O meglio… la crisi finirà?

La crisi, prima solo finanziaria poi anche economica, è ormai qualcosa che fa parte del nostro mondo postmoderno. Qualcosa di connaturato. È quel pensiero fisso che ci accompagna tutti i giorni, che non ci permette di stare sereni, che ci blocca ogni spirito di iniziativa. L’angoscia si sostituisce alla lucidità.

In questo mondo fluido, precario ed effimero, in cui i rapporti tra persone sono evanescenti e in cui nulla lascia traccia, la crisi sembra l’unico fatto permanente che non vuole abbandonarci.

«Ma prima o poi finirà questa crisi, no?!». È la domanda che tutti si fanno. E i giornali, i siti web, le televisioni cercano di dare delle risposte (non sempre soddisfacenti).

Chi vivrà vedrà. Rino Gaetano docet.

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5:2009(La Stampa, 2009)

2009(Corriere della Sera, 2009)

2010(Euronews, 2010)

2011(Panorama, 2011)

2012(L’Espresso, 2012)

22:02:13(TGCOM24, 2013)